"Carditum",
terra di cardi, è un antico centro, situato
nell'alta valle della fiumara Sant'Agata, in pieno
Aspromonte, a mezza costa del monte Ulis.
In esso, fino alla prima metà del ' 700 è
attestata la pratica del rito greco e si parlava anche
in grecanico.
Casale di Motta Sant' Agata fino al 1783, nonchè
di Sant'Agata di Gallina fino al 1806, con la ristrutturazione
amministrativa operata da Giuseppe Bonaparte in quell'anno
diviene comune autonomo. Fra i momenti della sua storia
da segnalare, va ricordato che nel 1563 il paese venne
dato alle fiamme per ordine dell’inquisitore
spagnolo Pietro Pansa perché sospettato di
nascondere eretici.
Nel 1603, ha 70 “fuochi”, cioè
nuclei familiari, con 242 anime.
La chiesa del Santo Patrono, San Sebastiano, forse
del XVII sec. , è stranamente collocata fuori
del Centro Storico.
Nel 1595, c’era anche una chiesa dedicata ai
santi Cosma e Damiano, nella quale , “per la
devastazione della parrocchiale”, viene trasferito
il culto dei Santi Pietro e Paolo.
Il fatto è da ricordare perché nella
circostanza il Dittereo, Giuseppe Bova, celebrò
la messa 'more grecorum'.
Altra antica istituzione religiosa, l'abbazia di S.
Nicola di Focolica, anch'essa posta fuori del paese
e sulla cui rendita il canonico reggino Lelio Furnari
Monsolino istituì nel 1643 addirittura una
commenda del Sovrano Ordine di Malta.
A tre Km. oltre il paese, andando verso l'Aspromonte,
c'è poi il santuario di S. Maria Assunta di
Mallamace, un monastero costruito dagli eremiti di
S. Maria di Trapezomata in epoca molto remota e poi
passato al culto ordinario, dopo la scomparsa di quella
importante realtà religiosa.
Nel 1770, ottengono l’approvazione reale gli
statuti della Confraternita della SS. Trinità
e del SS. Sacramento e di quella del Rosario e del
Carmine; nel 1787 quelli della Confraternita del Monte
del Morti o del SS. Crocefisso, che però negli
anni andranno scomparendo.
Il terremoto del 1783 distrugge la Parrocchiale, ma
provoca solo 12 morti sugli 859 suoi abitanti.
1806: gente di Cardeto accorre a Reggio per liberare
l’arcivescovo Bernardo Cenicola che era stato
sequestrato, per rancori personali, da un gruppo di
scalmanati, guidati da un prete di Bova, Giuseppe
Vitale.
1896: costituzione della Confraternita di San Sebastiano,
tutt' ora operante.
In occasione del terremoto del 1908, due seminaristi
cardetesi, Rossi e Falduto, che si trovavano alla
Stazione Succursale di Reggio perché dovevano
raggiungere Napoli, restarono schiacciati sotto le
macerie dell'edificio.
In quella terribile circostanza, che produsse danni
gravissimi al paese in morti, feriti e distruzioni,
la chiesa parrocchiale crollò nuovamente; sarà
ricostruita nel 1934 e ancora danneggiata dall'alluvione
del 15?18 ottobre 1951.
Rimase lesionata pure la chiesa di San Sebastiano,
che è stato possibile riaprire al culto solo
il 15 gennaio 2000.
E’ presente un’altra Confraternita, posta
sotto la protezione dell’Addolorata, fondata
nel 1942.
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